STORY

Origini

La storia della Fisarmonica

 

 

 

 

 

L’organetto, predecessore delle fisarmoniche diatonica e classica, è uno strumento aerofono, di tipo meccanico, provvisto di ance libere.

Il primo brevetto di un accordion (fisarmonica diatonica) fu depositato il 6 maggio del 1829 a Vienna dal costruttore di organi e pianoforti Cyrill Demian e dai suoi figli, Carl e Guido.

L’accordeòn di Demian è estremamente semplice. Si tratta di “ un soffietto fissato su una piccola scatola e di cinque tasti corrispondenti alle ance poste all’interno della stessa  ciascuno dei quali,

a seconda del movimento del mantice, fa intendere due suoni diversi.”

                                                   

 

Gli antenati dell’accordion         

 

 

 

Lo Sheng, strumento cinese a fiato risalente al 2700 a. C., rappresenta il primo esempio certo  di uno strumento ad ancia libera.  La sua sonorità è chiara, dolce ed intrisa di espressività (Sheng significa “voce sublime”). Questo strumento, nato per imitare le sembianze dell’uccello fenice (animale di rilievo nell’iconografia funeraria), ha una cassa di risonanza alla quale sono collegate da tredici a ventiquattro canne di bambù.

Alla base di ogni canna viene creata una linguetta, tagliata in modo tale che possa vibrare    liberamente quando il suonatore, attraverso una speciale imboccatura, soffia all’interno della cassa di risonanza. L’esecuzione avviene  chiudendo con le dita i fori delle canne          corrispondenti alle ance che non devono vibrare.

 

 

Le Guimbardes (organi a bocca) sono strumenti musicali idiofoni, in legno o metallo,costruiti in tanti modi diversi e usati in tutto il mondo. Questo strumento, posato sulle labbra o chiuso tra i denti, se lo si fa vibrare con le dita,  produce suoni armonici. Il musicista può cambiare il suono, gonfiando le guance o muovendo la lingua. In India, esso è considerato uno strumento a percussione.  

 

                                     

 

Gli Organi portativi rappresentati nell’iconografia medievale, chiamati anche organetti o ninfali, sono organi di piccole dimensioni, anche se strutturalmente analoghi agli strumenti più grandi. Ebbero la loro massima diffusione nei secoli XIII e XV in Europa dove furono impiegati nella musica polifonica per eseguire (da solo o insieme alle voci) le parti acute (superius).

 

 

L’organo portativo era, come dice il nome, trasportabile e poteva essere suonato senza bisogno di un appoggio stabile a differenza dell’organo positivo che l'iconografia suggerisce essere in genere appoggiato al ginocchio sinistro. L'organo portativo non veniva suonato con tutte e due le mani, ma con una sola, la destra, mentre  la sinistra si occupava dell'azionamento del mantice. Il somiere portava un numero variabile di canne (in genere circa due ottave) disposte su più file; talvolta aveva una o due canne più grandi che venivano usate come bordone. I tasti avevano spesso la forma di bottoni. Non erano sempre presenti tutte le note della scala cromatica. Lo strumento aveva in genere una sola canna per nota; pertanto, erano assenti i registri. Le canne potevano essere di stagno, piombo o lega metallica, di legno o anche di cartone.  

 

    

                           

 

 

 

 

 

Uno strumento molto simile alla fisarmonica, basato sui medesimi principi meccanici, è stato realizzato sulla base di un progetto di Leonardo da Vinc

(codice Fol.76r del Codice Madrid II ).

 

Le indicazioni che Leonardo ha lasciato sono essenziali, ma significative: una tastiera verticale, una serie di canne di legno o di carta e un mantice a doppia azione che funziona in entrambi i versi, genialità per generare un flusso d’aria continuo. Lo strumento  lavorato interamente a mano  con materiali naturali è stato realizzato dal  Maestro artigiano Mario Buonoconto  ed è esposto presso il Museo internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo..

 

 

l suono di questa ricostruzione è assai flautato e flebile, essendo generato da canne in legno, e molto differente da quello delle fisarmoniche moderne ad ancia libera. Tale strumento, di fatto, anticipa di circa trecento anni l’invenzione della Fisarmonica ed è l’anello di congiunzione tra l’organo portativo e l’organetto.   

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                      

La fisarmonica diatonica, rispetto alla fisarmonica classica, è caratterizzata dal sistema bitonico, cioè dalla capacità di produrre due differenti suoni a seconda dell'apertura o della chiusura del mantice. L’ancia di tipo unitonico viene introdotta verso il 1880 con la creazione di accordion diatonici (melodia) e cromatici (accompagnamento) al tempo stesso.

Solo nel 1897, l’accordion adotta totalmente il sistema unitonico. Dai primi del ‘900, si assiste alla diffusione della fisarmonica cromatica e al declino della diatonica. La fisarmonica è stata per lunghi anni uno strumento folcloristico legato alla tradizione della danza popolare, ma le evoluzioni tecniche e costruttive dello strumento hanno sempre più perfezionato il suo timbro e la sua intonazione favorendone la presenza anche in ambiti musicali colti.                                                           

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